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Bali, spiritualità contromano

Bali, spiritualità contromano

Data del viaggio: Agosto 2011
Pubblicato il 11/02/2013
Località: Asia, Indonesia

L’Indonesia è un arcipelago di circa 17000 isole (nessuno conosce il numero preciso), perciò non sento particolari rimorsi a contravvenire alla mia prima regola di viaggiatore: la vita è breve, non tornare mai due volte nello stesso posto. L’Indonesia non basterebbe una vita intera per visitarla tutta, dunque dopo il Sulawesi eccoci di nuovo qui. In questa prima parte del reportage partiremo dalla gettonatissima Bali e concluderemo con la seconda parte nella regione del Nusa Tenggara fino alla lontana Flores. Saliremo sulla vetta del Kelimutu, conosceremo le società matriarcali degli Ngada ed incontreremo il rettile più grande e più velenoso al mondo, il drago di Komodo.

Riso e preghiere

JatiluwihVolendola connotare, questa è stata la parte spirituale del viaggio, d’altra parte come potrebbe non esserlo: in un contesto naturalistico da cartolina, tra le verdi risaie e i coloratissimi paesaggi, l’influenza Hindu la fa da padrona.
Per visitarla bene servono diversi giorni ed un’auto a noleggio, tenendo come base d’appoggio diversi punti dell’isola (per evitare di passare il maggior tempo guidando). Piuttosto state attenti alla guida, a Bali si viaggia sul lato opposto della carreggiata su viuzze di montagna strettissime e contorte: personalmente non ho trovato difficile tenere il lato sinistro della strada, quanto ricordarmi che la leva della freccia era scambiata con quella del tergicristallo... non ha mai piovuto nella settimana del nostro soggiorno, ma il tergicristallo ha comunque fatto gli straordinari.

La prima tappa è stata Candidasa e come spesso accade nella programmazione nei nostri viaggi, ho preferito iniziare con un bel hotel: di solito “parto bene” per ambientarmi, poi progressivamente “calo” sempre di più fino al minimo che il mio spirito di adattamento mi permette ed infine concludo in bellezza con un soggiorno marittimo confortevole.
Il Rama Candidasa Resort and Spa è posizionato perfettamente per visitare la parte orientale dell’isola, la cucina è ottima e, se capitate nella serata dedicata al buffet satay (spiedini di tutti i tipi in tutte le salse), vi ripagate il soggiorno con una bella abbuffata. La nostra fortuna è stata anche quella di arrivare all’hotel la serata dedicata al Barong, la danza tradizionale balinese: non ci si può esimere da assistere almeno una volta a questa esibizione folkloristica, anche se essendo molto lontana dal nostro concetto occidentale di danza, dopo un’ora e mezza di tamburi e smorfie dei danzatori ne uscirete allucinati.

Ubud è il centro culturale dell’isola, un piccolo paesino immerso tra le risaie, in cui l’attività principale sembra essere la pittura... beh i soggetti non mancano di certo. E’ la base ideale per molte escursioni a piedi in zona e per allontanarsi in auto verso le aree centro settentrionali. Di risaie a terrazza è pieno il sudest asiatico, ma qui sono meravigliose al punto che ad esempio quelle di Jatiluwih sono state nominate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Per alloggiare vi consiglio i Dewa Bungalows, piccolo e simpatico hotel a conduzione familiare, che per un prezzo stracciato vi offre piscina e colazione in camera (non potrebbero altrimenti visto che non hanno il ristorante).

Spirito Alcoolico

Kuta è la spiaggia più famosa e festaiola dell’isola, qui i surfisti australiani la fanno da padrona, di giorno cavalcano le onde e di notte si sbronzano all’inverosimile fino all’alba. Qui della pittoresca e spirituale Bali non c’è nemmeno l’ombra. Se volete passare una notte brava tra discoteche, feste alcooliche in piscina e cannabis come se piovesse, avete solo l’imbarazzo della scelta: l’Hotel Bounty è una struttura medio alta, dotata di pool bar e animazione, che grazie alla sua collocazione centrale ma non direttamente sulla spiaggia, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Kuta surfers

Immersioni

L’immersione più famosa dell’isola e probabilmente l’unica che valga la pena di fare, è il relitto del Liberty. Davanti al Rama Candidasa Resort and Spa c’è un diving attrezzato con cui organizzare il trasferimento in auto a Tulamben. Vi avverto solo che l’immersione si fa da terra e che Bali è l’isola dei surfisti: fate 1+1 ed immaginate cosa vuol dire camminare scalzi sui sassi, con tutta l’attrezzatura addosso e con le onde alte che continuano a farvi cadere rovinosamente.

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Rama Candidasa Resort and Spa

5/5

Il migliore hotel dove abbiamo soggiornato a Bali, si trova a Candidasa ed è posizionato perfettamente per visitare la parte orientale dell’isola. La cucina è ottima e spesso la sera vengono organizzati spettacoli folkloristici.

Dewa Bungalows

4/5

A Ubud vi consiglio questo piccolo e simpatico hotel a conduzione familiare, che per un prezzo stracciato vi offre piscina e colazione in camera (non potrebbero altrimenti visto che non hanno il ristorante).

Bounty Hotel

4/5

A Kuta abbiamo alloggiato in questa struttura medio alta, dotata di pool bar e animazione. Grazie alla sua collocazione centrale ma non direttamente sulla spiaggia, ha un ottimo rapporto qualità/prezzo.

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