Bisogna però notare che la tradizione delle maschere veneziane
non era limitata solo al Carnevale, ma uomini e donne usavano
mascherarsi frequentemente:
la maschera
veniva utilizzata, ad esempio, per proteggere i giocatori
d'azzardo dagli sguardi indiscreti (soprattutto da quello dei
loro creditori), era utilizzata dai nobiluomini barnabotti
(i patrizi poveri) per chiedere l'elemosina agli angoli
delle strade oppure la usavano le
donne, per gli incontri segreti con i loro amanti.
Per rendersi conto di quanto fosse libertina la Venezia della
Serenissima, basta guardare alcuni dei numerosi documenti al
riguardo, promulgati per tutelare la moralità dei cittadini: un
decreto del 22 febbraio 1339 proibiva ai veneziani di girare per
le strade di notte mascherati; un’altro decreto del 24 gennaio
1458 proibiva agli uomini di introdursi, mascherati da donne,
nei monasteri per compiervi “multas inhonestates” (N.d.A. anche
se non capite il latino, potete immaginare di cosa si trattava).
Gli uomini che trasgredivano a queste regole si facevano 2 anni
di carcere e dovevano servire per 18 mesi la Repubblica vogando
legati ai piedi in una galera, nonché di pagare 500 lire
alla cassa del Consiglio dei Dieci. Alle donne andava
anche peggio, le prostitute che venivano trovate in maschera
venivano frustate da San Marco a Rialto, sottoposte al pubblico
ludibrio in Piazza San Marco, esiliate per quattro anni e come
se non bastasse dovevano pure pagare 500 lire alla cassa del
Consiglio dei Dieci. La storia trasgressiva del
Carnevale subì negli anni alti e bassi, fino ad essere
addirittura proibito durante il primo Governo Austriaco.
Oggi ovviamente le cose sono cambiate, se qualcuno si
mascherasse da donna ed andasse in un convento, probabilmente le
monache chiamerebbero la polizia (o forse no, non ho mai
provato, se qualcuno lo fa, mi sappia dire).
Nonostante esistano innumerevoli carnevali in giro per il globo,
il Carnevale di Venezia è unico nel suo genere, lo stile e il
clima nobile che si respira non lo si trova da nessuna altra
parte e le maschere che circolano per la città sono le stesse
che si usavano secoli addietro. Non esiste una regola per il
costume da indossare, nonostante ciò nessuno si sognerebbe di
andare a Venezia vestito da Uomo Ragno. Anche se in armadio non
avete il costume antico dei vostri avi veneziani, procurarsi un
abito adatto all’occasione è molto facile, la tradizione dei
Mascareri (costruttori di maschere) è ancora oggi molto
forte, si pensi che a Venezia ci sono più di 400 negozi che
vendono o affittano costumi tutto l’anno.
Il travestimento veneziano per eccellenza è la bauta,
indossata da uomini e donne: una mantellina nera abbinata sempre
ad un cappello a tricorno nero e a una
larva, maschera bianca che
celava il viso (quelle utilizzate nel film Eyes Wild Shut di
Stanley Kubrick). Ho chiesto alla
signora Valentina, proprietaria di un bellissimo negozio di
maschere nel quartiere di Dorsoduro, quanto potrebbe costare affittare un costume completo:
“L’affitto di un costume parte dai 300 euro in su, mentre la
maschera per motivi igienici non si può affittare ma va
comprata: si parla in questo caso di una cifra attorno a 40
euro”.
Se queste cifre vi spaventano, non sono niente al confronto di
quanto può costare una serata mondana in maschera: la sera
potreste decidere di prendere una gondola (150 euro) per recarvi
in teatro (per non meno di 250 euro), oppure essere ospiti in
qualche esclusivo palazzo veneziano per partecipare ad un ballo
in maschera (per non meno di 350 euro). Il clima che si respira
a queste feste particolari (ce ne sono moltissime) è
straordinario, si viene immediatamente trasportati indietro nel
tempo e per una notte chiunque potrà immedesimarsi in una
nobildonna veneziana o in un novello Casanova. Tra tutti cito il
famoso Ballo del Doge, gala mascherato tra i più
fastosi ed esclusivi nel mondo, è considerato dalla stampa
internazionale la massima espressione di festa barocca
veneziana; in collaborazione con registi, scenografi, artisti e
chef di grande fama, la cena e l’accurato spettacolo sono
un’esperienza che bisognerebbe provare almeno una volta nella
vita. Dietro al costume storico (obbligatorio) degli invitati, è
molto facile che si nascondano personaggi famosi e teste
coronate, solo che ovviamente non lo verrete mai a sapere.
Il
visitatore che si reca al Carnevale di Venezia per la prima
volta e che consulta il programma della manifestazione, potrebbe
trovarsi disorientato per la moltitudine di eventi, spettacoli,
cene di gala e balli in maschera. Siccome nessuno di noi ha il
dono dell’ubiquità, ci si rende presto conto che non sarà
possibile vedere tutto. Niente panico, non è obbligatorio
partecipare a queste costose feste esclusive, né tantomeno
mascherasi, ci si può comunque divertire a passeggiare per le
strade osservando le meravigliose maschere che sfilano,
fermandosi ogni tanto in qualche campo (piazza) per
assistere ai numerosi spettacoli teatrali gratuiti che mettono
in scena la Commedia dell’Arte o concerti di musica
classica. Quando poi ci si vuole riposare, cosa c’è di meglio
che concedersi il famoso caffè Florian nell’omonimo antico
locale in piazza San Marco e gustarsi dal tavolino la sfilata
dei costumi più belli e gli spettacoli messi in scena
sull’enorme palco allestito.
Una delle cose che vale la pena non perdersi è “Il Volo
dell’Angelo” o, come veniva chiamato nell’antichità “Il Volo del
Turco”. Sembra che nel 1500 un giovane acrobata turco fu
protagonista di un’impresa che sbalordì la cittadinanza, egli
riuscì partendo da una barca ad arrivare in cima al campanile di
San Marco camminando in equilibrio su una fune aiutandosi
solamente con un bilanciere. Da allora l’impresa diventò una
tradizione ed ogni anno segna l’inizio del carnevale. Devo però
avvisarvi che non è mai uguale, a volte ci sono acrobati
professionisti che eseguono cose incredibili (nel 1680 Sante da
Ca' Lezze riuscì a salire con un cavallo vivo), altre volte lo
spettacolo è limitato alla discesa di una grande colomba di
legno. Negli ultimi anni è diventata usanza calare dal campanile
un personaggio dello spettacolo o dello sport, che lancia
coriandoli sopra le teste degli spettatori. E’ comunque uno
spettacolo molto suggestivo.
Concludo dando l’ultimo consiglio: è molto facile durante questi
balli,
nel gran gioco della trasgressione e della seduzione,
cedere al fascino di qualche bellezza mascherata, incantati
magari dagli occhi azzurri che si intravedono dietro alla
maschera; ricordatevi però la storia delle monache, sotto a
quegli occhi azzurri potrebbero nascondersi un bel paio di
baffi. |