La parola ritocco è definita nel dizionario della lingua italiana come
apportare a qualcosa una variazione per correggere o abbellire. Non è
mia intenzione trattare argomenti sull'etica del fotoritocco, molti fotografi
ritengono che la vera e unica fotografia è quella che non deve e non può essere
modificata. A costoro si
potrebbe obiettare che qualsiasi opera d'arte subisce ritocchi e
perfezionamenti dal proprio creatore, fino a quando quest'ultimo non decide
che l'opera è compiuta. In realtà questa maldisposizione verso il
fotoritocco è dovuta soprattutto al fatto che la fotografia è associata
inconsciamente al giornalismo e dunque si ritiene abbia la responsabilità di
rappresentare la realtà, seppur attraverso gli occhi del fotografo. Ma la
fotografia non si limita solo a questo (per fortuna!), è indubbio che molti
sono i campi della fotografia, artistico, editoriale, ecc... e molti di
questi ricorrono al fotoritocco.
Come si diceva all'inizio si può ritoccare per correggere, ad esempio
correzioni all'illuminazione o eliminazione di riflessi accidentali. Poi si
può ritoccare per abbellire, cose o persone, per tutte una serie infinita di
motivi, motivi che possono essere puramente creativi o perché la tipologia
del soggetto lo richiede.Proveremo ora a ritoccare assieme una fotografia
(utilizzando Photoshop CS2), con il doppio fine sia di eliminare alcuni difetti tecnici,
sia per rendere più incisivo il soggetto. La persona ritratta infatti, essendo impiegata nel campo dello spettacolo
(con la propria immagine si guadagna la pagnotta), ha richiesto anche alcuni
interventi al fine di renderlo
"ulteriormente interessante".
La foto da cui partiamo è quella sotto a sinistra, ma in questo
mini-tutorial tralasceremo il lavoro che ho svolto in altre parti della foto
e ci concentreremo solamente
sulla zona del volto, cioè quella sotto a destra.
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Incominciamo
ad eliminare i difetti più evidenti, ovvero le
imperfezioni della pelle.
Molte sono le tecniche per poter ottenere una pelle priva di
evidenti imperfezioni, ma per semplificare diciamo che gli
interventi si dividono in due categorie, cioè
Per nascondere si usano effetti sfuocati selettivi oppure
l'effetto flou, tanto amato nella fotografia di matrimonio. Per
correggere invece si interviene con precisione per modificare le
parti interessate.
Per decidere quale delle due "filosofie" seguire (niente vieta
comunque di usare un mix di entrambe) mi baso sostanzialmente sul
tipo di ritratto: in questo caso per esempio il "nascondere" non è
adatto al risultato che voglio ottenere, infatti il soggetto è un
cabarettista e il mio scopo è riuscire ad avere alla fine una foto
accattivante ed incisiva; dunque l'ultima cosa che voglio fare è
ammorbidirla.
Lo strumento ideale per nei e brufoli è il Pennello correttivo
al volo: scegliendo un diametro grande giusto quanto
l'imperfezione, si possono far sparire i difetti in un solo click. |
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Utilizzando
con parsimonia lo strumento su zone più ampie, è possibile agire sui
riflessi della pelle, dovuti magari all'illuminazione che ha
acceso le parti più grasse.Questa fase non è così semplice come
la prima, una singola passata di solito non basta, infatti il
Pennello correttivo al volo tenta di dedurre dalle zone
circostanti l'area selezionata cosa poter utilizzare per mediare la
zona di partenza con i contorni. Più la zona è grande più deve
"inventare". Niente vieta di applicare più volte lo strumento, la
prima volta alla zona più estesa, poi a piccole sezioni fino a
riportare la selezione ad una uniformità cromatica. Purtroppo però,
la maggior parte delle volte che si utilizza lo strumento su aree
ampie, i risultati sono abbastanza scadenti. In alcuni casi, per
raggiungere un risultato migliore, può essere utile rendere meno
evidenti le differenze tra la zona da correggere e quelle
circostanti prima di utilizzare lo strumento Pennello correttivo
al volo.
Nel nostro caso selezioniamo con lo strumento
Lazo (quello a mano libera per intenderci) le zone più chiare,
sfumiamo la selezione di 2-4 pixel ed infine abbassiamo leggermente
la luminosità della zona con il comando
Immagine\Regolazioni\Luminosità/contrasto...
In questa maniera otteniamo in corrispondenza dei riflessi, una
tonalità della pelle più uniforme con il resto del viso e possiamo
applicare più proficuamente lo strumento Pennello correttivo al
volo. |
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Per
le zone da correggere più ampie, uno
strumento che lavora in modo simile è la
Toppa. Selezioniamo la zona del ritratto evidenziata in rosso e
poi trasciniamo la selezione su una zona che assomiglia all'effetto
finale che vogliamo ottenere: Photoshop medierà la zona di
destinazione con quella di partenza, uniformando la selezione. |
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Passiamo
ora alla parte più difficile (e anche quella più gettonata), ovvero
l'eliminazione delle rughe.
A farla da padrone è sempre il Pennello correttivo al volo.
In alcuni casi però, quando le rughe sono abbinate ad una zona più
scura del volto, ad esempio le occhiaie, prima di procedere ad usare
il pennello è meglio schiarire le zone, dopo averle sfumate
appropriatamente. Si procede come prima, selezioniamo con lo
strumento
Lazo le zone scure, sfumiamo la selezione di 2-4 pixel e questa
volta invece alziamo leggermente la luminosità della zona sempre con
il comando
Immagine\Regolazioni\Luminosità/contrasto...Si noti però che
non bisogna esagerare con l'eliminazione delle rughe, non possiamo
trasformare la pelle di un quarantenne in quella del culetto di un
neonato. Soprattutto nel caso degli uomini, evito accuratamente di
eliminare le rughe espressive, queste infatti contribuiscono a
rendere vissuto ed interessante uno sguardo. Ci vuole molta perizia
nello scegliere cosa tenere e cosa eliminare, volendo sintetizzare
in una frase: eliminate la vecchiaia ma mantenete l'espressività. |
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Per
dare più profondità allo sguardo, utilizziamo ora lo strumento
Contrasta
sulle pupille e lo strumento Scherma per accentuare il
bianco del bulbo oculare. Lo strumento Scherma può essere
utilizzato anche sui denti per sbiancarli. |
| Il risultato finale lo potete vedere qui sotto, la foto a sinistra è
quella "prima della cura", mentre a destra trovate quella "dopo la
cura". A mio avviso è stata aumentata l'incisività della foto,
il soggetto è stato reso più interessante (lo era comunque già prima
del fotoritocco), senza per questo averne completamente trasformato
i lineamenti.
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Arrivare
a sapere quando è il momento di fermarsi non è facile, le prime
volte si tende ad esagerare, soprattutto se si perde di vista lo
scatto di partenza.
A
tal proposito vi consiglio, prima di iniziare il fotoritocco, di
duplicare il livello originale ed operare solo sul duplicato: in
questa maniera con un solo click potrete nascondere il livello
modificato e "sbirciare" la foto originale.
Qual è un
sistema per sapere se il fotoritocco è stato eccessivo?
Provate a fare questo, dopo aver completato l'elaborazione, fate vedere la foto per la
prima volta alla persona ritratta: se egli stesso non noterà niente,
cioè penserà sinceramente che non c'è stata alcuna elaborazione,
allora il fotoritocco è stato appropriato; se però pronuncerà frasi del tipo "Hei,
sembro di 10 anni più giovane!", allora vuol dire che gliene avete
tolti minimo 20 di anni e dunque avete esagerato. |